Vaticano: il defunto fondatore dell’IVE, Carlos Miguel Buela, responsabile di reati a sfondo omosessuale.

Il Vaticano ha affrontato pubblicamente il caso di lunga data riguardante il sacerdote argentino Carlos Miguel Buela, fondatore dell’Istituto del Verbo Incarnato (IVE).

Il caso ha avuto inizio formalmente nel maggio 2020, quando il cardinale Santos Abril y Castelló ha istituito un Tribunale penale speciale incaricato di esaminare le accuse mosse contro Buela.

Dopo aver ascoltato l’imputato, il suo avvocato e numerosi testimoni, il tribunale ha emesso la sentenza il 20 luglio 2021. Ha accertato che Buela aveva commesso reati contro il sesto comandamento nei confronti di cinque membri maschi dell’Istituto.

Buela ha presentato ricorso.

È stato successivamente costituito un Tribunale penale speciale d’appello, che ha condotto ulteriori indagini, tra cui nuove testimonianze da parte di Buela e dei testimoni proposti dalla sua difesa.

Il 30 marzo 2023, i giudici d’appello hanno deliberato e votato per confermare la sentenza del primo tribunale in merito ai cinque casi. Tuttavia, prima che la sentenza d’appello potesse essere formalmente redatta e pubblicata, Buela è deceduto a Genova il 23 aprile 2023.

L’azione penale si è quindi estinta nel mese di giugno.

Tale distinzione procedurale è diventata centrale nella controversia all’interno dell’IVE. Buela è deceduto senza che fosse stata emessa e pubblicata una sentenza d’appello definitiva. Non poteva quindi più essere sottoposto a una pena.

Ciononostante, il tribunale d’appello aveva già votato a favore della conferma della condanna di primo grado.

In una comunicazione del 24 settembre firmata da suor Simona Brambilla, prefetta del Dicastero vaticano per i religiosi, le autorità vaticane hanno affermato che i tribunali avevano raggiunto la «certezza morale» riguardo alla responsabilità di Buela per reati sessuali violenti ai danni di diverse persone.

Secondo la comunicazione vaticana, l’accertamento della verità costituisce ora un atto di giustizia nei confronti delle persone danneggiate da Buela.

Si affronta inoltre la questione di come l’Istituto debba ricordare il proprio fondatore, utilizzare i suoi scritti e le sue immagini, nonché rivalutare la propria identità alla luce delle conclusioni raggiunte dai tribunali ecclesiastici.

Traduzione AI
1424

Cose di clericalismo per il pampero