…SU ORDINE (pensiero e linguaggio) e la sua DEMOLIZIONE(pensiero/bipensiero e neolingua)…l’importanza delle parole, delle parole nitide, trasparenti, veritiere che non nascondano inganni, ambiguità’ o obliquità è fondamentale perchè noi pensiamo secondo le parole che adoperiamo…il relativismo e le mezze verità…il livello della massa…il livello delle guide…passa per saggio chi ha imparato ad accarezzare la massa nel senso del pelo, e mai l’accarezza contropelo…i termini omosessualità, eterosessualità abbinati alla SESSUALITA’ esempio di manipolazione del linguaggio(neolingua) già nel pioniere del primo movimento “omosessuale”(Karl Maria Kertbeny nel 1869)…(Interruzione volontaria di gravidanza) invece che ABORTO(la vera OMOFOBIA=PAURA del SIMILE)… la neolingua nella chiesa, i cattivi maestri, Paolo li caratterizza con due tratti: insegnano dottrine “distorte” (diestrammena è participio di diastrefo, e significa appunto, “pervertito, distorto”), e bramano strappare discepoli per legarli

Stralci da:

1)
“La neolingua come evoluzione di Babilonia.” Con Francesco Lamendola e Antonio Bianco.(video)

2) “Servi e aggiogati, non cercatori della verità di Francesco Lamendola” di Francesco Lamendola blog Unione Apostolica «Fides et Ratio»

3)
“La società secolarizzata porta necessariamente al relativismo, e da lì al nichilismo” di Francesco Lamendola blog Unione Apostolica «Fides et Ratio»

4) A nessuno è lecito proporre un “cristianesimo ridotto”>> di Leonardo Lugaresi il blog di Sabino Paciolla

PENSIAMO secondo le PAROLE che ADOPERIAMO

Antonio Bianco cita un brano dalla Genesi “dal capitolo2”:

“18 “Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile». 19 Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. 20 Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l'uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile.”

Da questa citazione inizia l’intervento di Francesco Lamendola:

“Qua abbiamo questa figura di DIO (qui siamo prima del peccato originale) che riconosce all’ uomo (quindi alla SUA CREATURA fatta a SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA) il compito di nominare (dare un nome) al resto del CREATO

Perchè questo?

DIO ama la CHIAREZZA. DIO vuole che i suoi figli vivano in un MONDO ORDINATO ad un FINE e COMPRENSIBILE. Quindi ci ha dato questi due meravigliosi STRUMENTI (la RAGIONE e il LINGUAGGIO) che si INFLUENZANO l’UNO con l’ALTRO e “come tu li chiamerai così saranno chiamati (dice DIO ad ADAMO)”. QUINDI CHIAREZZA (come ha insegnato anche GESU’) “che il vostro parlare sia SI SI NO NO”.

Quindi l’IMPORTANZA delle PAROLE, delle PAROLE NITIDE, TRASPARENTI, VERITIERE che NON NASCONDANO INGANNI, NON NASCONDANO AMBIGUITA’ o OBLIQUITA’ è FONDAMENTALE perchè NOI PENSIAMO secondo le PAROLE che ADOPERIAMO. Chi ha letto il romanzo di Orwell(1984) o ha visto una delle versioni cinematografiche ha ben presente QUESTO CONCETTO.

Infatti la TIRANNIA TOTALITARIA, INUMANA immaginata da Orwell dà alla MANIPOLAZIONE DEL LINGUAGGIO un IMPORTANZA ESSENZIALE. La NEOLINGUA(newspeach, il "nuovo parlare") serve da un lato a DEMOLIRE la VECCHIA IMMAGINE DEL MONDO, del REALE, e le VECCHIE FORME DI PENSIERO, dall’ altro a RENDERE LETTERALMENTE IMPOSSIBILE un PENSIERO CRITICO (un PENSIERO DIVERSO). Perchè se NOI siamo COMPLETAMENTE IMPRIGIONATI all’ interno di PAROLE FABBRICATE o STRUMENTALIZZATE, il cui SIGNIFICATO è stato PIEGATO ad un intenzione recondita della quale molto spesso non siamo nemmeno consapevoli…Le adoperiamo perchè i MASS MEDIA ad un certo punto le METTONO in CIRCOLAZIONE e cadiamo in questa RETE DI RAGNO VELENOSO, cioè usando PAROLE TRUFFALDINE, PENSIAMO in maniera CONFUSA, in maniera CONTRADDITTORIA, in maniera NON RISPONDENTE al REALE, che è poi la caratteristica di QUESTI SIGNORI, alludo (continua Francesco Lamendola) alla minuscola OLIGARCHIA SATANICA che IN QUESTO MOMENTO REGGE le SORTI del MONDO. Essi ODIANO l’ UOMO e quindi vogliono DISTRUGGERE nell’ UOMO la COSA più BELLA che ha RICEVUTO da DIO ( la LUCIDITA’ del PENSIERO e la TRASPARENZA del LINGUAGGIO)” (da“La neolingua come evoluzione di Babilonia.” Con Francesco Lamendola e Antonio Bianco.(video)

[a riguardo di quanto detto ci potrebbe essere un appendice in quest’altro articolo di Francesco Lamendola che scrive di come “La gente, oggi…disciolta nella massa vuole delle formule già belle e pronte, degli slogan preconfezionati, delle parole d’ordine usa e getta, grazie ai quali sentirsi qualcuno, o almeno sentirsi qualcosa…”e di come è OGGI “il livello della massa…il livello delle guide…(una domanda potrebbe essere:il piano di dissoluzione dell’ IDENTITA’ di questi POTERI che governano il MONDO quanto contribuisce a ciò?), e continua con “passa per saggio chi ha imparato ad accarezzare la massa nel senso del pelo, e mai l’accarezza contropelo…Ma provate un po’ ad accarezzare la massa contropelo; provate a dirle qualche dura, sgradevole verità…e subito la folla diverrà furiosa, la vedrete digrignare i denti e farsi verde per la bile, la vedrete roteare gli occhi a protendere le unghie, bramosa di sbranare e fare a pezzi l’impudente, lo sfrontato che si è preso una tale libertà, che ha osato mancarle di rispetto!” È la massa oramai educata anche dalla neolingua e dai significati del politicamente corretto?]

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Oggi pare che tutti siano diventati filosofi; chiunque si attribuisce tale qualifica; e come se non bastasse, moltissimi, se non tutti, si dicono appassionati cercatori della verità, anche se non credono affatto che la verità esista e anche se non ci credono quelli ai quali costoro si rivolgono: però che importa?, suona così bene! Produce un’impressione tanto gradevole! La gente, oggi, la gente disciolta nella massa, non vuole sentir esprimere concetti, tanto meno sobbarcarsi la fatica di dover pensare: vuole delle formule già belle e pronte, degli slogan preconfezionati, delle parole d’ordine usa e getta, grazie ai quali SENTIRSI QUALCUNO, o almeno SENTIRSI QUALCOSA. Perché qualcosa è sempre meglio di niente, e nella società dell’apparenza nessuno va a guardare cosa ci sia sotto la vernice, ci si accontenta di quel che appare.Tale è il livello della massa, tale è il livello delle guide. Le guide si presentano come persone che hanno cercato, hanno trovato e hanno capito, quindi si pongono alla testa della massa e dicono di saper dove condurla, essendosi attribuite da se stesse la qualifica di sagge. Saggia è una persona che ha capito che cosa è la vita e come gira il mondo: passa per saggio chi ha imparato ad accarezzare la massa nel senso del pelo, e mai l’accarezza contropeloe tali vengono reputati quelli che smerciano frasi fatte e slogan preconfezionati, in modo da carezzare il pelo della massa per il verso giusto. Nessuno va a verificare se ci sia un po’ di sostanza dietro quelle frasi fatte:l’importante è che abbiano un bel suono, dolce e carezzevole agli orecchi della massa[…]

[…]Ma provate un po’ ad accarezzare la massa contropelo; provate a dirle qualche dura, sgradevole verità…e subito la folla diverrà furiosa, la vedrete digrignare i denti e farsi verde per la bile, la vedrete roteare gli occhi a protendere le unghie, bramosa di sbranare e fare a pezzi l’impudente, lo sfrontato che si è preso una tale libertà, che ha osato mancarle di rispetto![…] E quando diciamo massa, sia ben chiaro, non intendiamo necessariamente un grande assembramento di persone, come avviene in un comizio o in una manifestazione pubblica, sebbene queste siano le situazioni più tipiche; intendiamo anche due o tre persone, intendiamo anche una sola, se si tratta di individui che hanno abdicato al loro statuto di persone per scegliere di essere numeri nella massa[…]

[…]La folla è femmina allo stato puro: non cerca chi è migliore di lei e non apprezza, né porge orecchio, a chi le rivolge parole franche, talvolta ruvide, ma pronunciate per il suo vero bene; no, preferisce cedere alla corte di chi la lusinga. Sa benissimo che sono parole adulatrici e insincere, ma che importa? Alla prosa della vita, essa preferisce di gran lunga la poesia: non vuol pensare, ma sognare; s’infastidisce, si offende, se qualcuno le parla il linguaggio onesto della verità. Ecco perché l’animo femminile è essenzialmente romantico, nel senso sdolcinato e languido del termine: quel che desidera è sognare e sospirare voluttuosamente, ammirarsi allo specchio e trovarsi bella e desiderabile, e sentirsi confermare da qualcun altro la propria eccellenza e la propria unicità. Essere un individualista di massa, ecco quel che desidera la ex persona regredita volontariamente a numero nella massa: godere tutti i vantaggi dell’individualismo più spinto, poter fare tutto ciò che le pare e piace senza regole e senza controlli, perfino indulgere ai suoi vizi e vederseli ascritti a pregi e meriti speciali; e nello stesso tempo sentirsi protetta e sostenuta da tutti gli altri, dalle istituzioni, dalla legge, onde poter esercitare il massimo dei propri diritti: quella stessa legge di cui non le importa assolutamente nulla e che è pronta a calpestare, se solo ha la ragionevole certezza di non doverne poi rendere conto.

Il saggio dei tempi moderni — tempi di democrazia, di liberalismo e di egualitarismo (e non si confonda il liberalismo con la filosofia della libertà: sarebbe un errore clamoroso) — è colui che ha afferrato tutto questo e che, simile a un dongiovanni da strapazzo, ha deciso di sfruttare la sua comprensione della psicologia femminile per giungere allo scopo: esercitare un potere sugli altri, dopo averli lusingati e sedotti; manipolarli, strumentalizzarli, e intanto spremere da loro tutto ciò che si può spremere, ma disprezzandoli in segreto. E come si può non disprezzare una folla che si mette in fila, per ore e ore, sotto il sole, per poter entrare in un locale dove verrà intrattenuta dalla star di grido — poco importa se si tratta di una star dello spettacolo, o di una star del mondo della cosiddetta cultura: le dinamiche sono identiche, un rapper e un filosofo alla moda si equivalgono come tipo umano — e poi si spellerà le mani ad applaudire, e uscirà da quel luogo appagata e felice, sentendosi un po’ più importante, più soddisfatta di sé, più in pace con il mondo — proprio come una donna che si è offerta, è stata presa, ha goduto, e ora si sente la più desiderabile delle donne, perché è stata posseduta dal più affascinante degli uomini?[…]
(da “Servi e aggiogati, non cercatori della verità di Francesco Lamendola” di Francesco Lamendola blog Unione Apostolica «Fides et Ratio»)>>

[Anche
quest’altro articolo (sempre di Francesco Lamendola) potrebbe essere d’appendice e d’aggancio a ciò fin qui detto nel video. Il Relativismo “l’anticamera del nichilismo è il relativismoporta come effetto anche le “mezze verità” di cui può esserne causa/effetto anche il PARLARE AMBIGUO, NON TRASPARENTE (sopra citato)…che il vostro parlare sia SI SI NO NO]

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[…]In pratica, il relativista ha di fronte a sé tre possibili opzioni: o sostenere che tutte le verità sono accettabili, ognuna nel suo contesto e nelle sue particolari condizioni; o negare addirittura che la verità esista, o che sia conoscibile, giungendo, così, alle stesse conclusioni del nichilista; oppure, ancora, ritenere che della verità si può avere una conoscenza, ma solo parziale, solo condizionata: e, dunque, che si può aderirvi in parte, ma non del tutto, cioè solo fino a quando permangono le condizioni per ritenere che essa meriti un certo grado di attendibilità e di ragionevolezza. Vale la pena di osservare che, di queste tre possibilità, la prima è la più coerente, date le premesse; la seconda è la più onesta, nel senso che è la meno ambigua; la terza, che potrebbe sembrare come la sola capace di mantenere uno spiraglio aperto sulla questione della verità, e, quindi, rappresentare un ponte per uscire dallo scetticismo verso la fede in qualcosa, è, in realtà, la più furbesca e la meno onesta di tutte: perché consente di imbrogliare continuamente le carte del mazzo e di capovolgere lo stato delle cose, senza nemmeno imporre il fastidio di fornire una spiegazione o di motivare le ragioni del capovolgimento […]

[…]Se il nichilismo è lo stadio finale della dissoluzione del pensiero e dell’etica, perché annulla totalmente anche la distinzione fra il bene e il male (in un mondo insensato, non c’è altro che il caso), l’anticamera del nichilismo è il relativismo: una concezione apparentemente più accettabile, o, per lo meno, più moderata, meno dirompente; in effetti, però, è chiaro che dal relativismo si passa inevitabilmente al nichilismo, si scivola in esso come lungo un piano inclinato[…]
(da “La società secolarizzata porta necessariamente al relativismo, e da lì al nichilismo” di Francesco Lamendola blog Unione Apostolica «Fides et Ratio»>>


Esempio di manipolazione del linguaggio (i termini omosessualità, eterosessualità abbinati alla SESSUALITA’ ): il letterato ungherese Karl Maria Kertbeny, pioniere del primo movimento “omosessuale”(nel 1869)

Intervento di Antonio Bianco:

“Se pensiamo al proseguo della CREAZIONE come raccontata in GENESI quando il SIGNORE CREA l’UOMO , la DONNA (naturalmente aperti alla vita alla figliolanza) CREA la FAMIGLIA.

E la FAMIGLIA nell’ ORDINE NATURALE è un ICONA dell’ ORDINE STESSO, e questa ICONA del’ ORDINE STESSO viene ESPRESSA anche attraverso la SESSUALITA’.

Adesso noi potremmo fare mille esempi (prosegue Antonio Bianco) di NEOLINGUA, di LEMMI NUOVI utilizzati appunto per andare ad INCIDERE sull’ ORDINE, ma ce ne sono alcuni abbastanza recenti che ATTACCANO proprio in maniera FRONTALE l’ORDINE CREATO (che noi ritroviamo appunto nella FAMIGLIA nell’ espressione della SESSUALITA’ ORDINATA) che andiamo a vedere in questo momento:

1) nel 1869 il letterato ungherese Karl Maria Kertbeny, pioniere del primo movimento “omosessuale” scinde il concetto stesso di sessualità, coniando attraverso la NEOLINGUA quattro sub-categorie della SESSUALITA’, dove successivamente ne sono restate formalmente due: l’eterosessualità e l’ omosessualità

Quindi cosa fa Kertbeny? (prosegue Antonio Bianco)

Probabilmente spinto da motivi giustificatori del proprio DISORDINE CREA questa NUOVA PAROLA (omosessuale=sesso con il simile) e naturalmente per contraltare è stato costretto a coniare anche l’altro termine (eterosessuale).

Però noi sappiamo che la SESSUALITA’ non può esistere tra simili(persone dello stesso sesso) e anche tra diversi hanno LIMITAZIONI.La SESSUALITA’ esiste tra COMPLEMENTARI(infatti DIO CREA L’UOMO COMPLEMENTARE alla DONNA e la DONNA COMPLEMENTARE all’ UOMO)”

Il commento a ciò di Francesco Lamendola:
“questo è un esempio perfetto perchè attraverso l’USO di queste due parole (eterosessualità e omosessualità) che viene spacciato nelle istituzioni scolastiche, nelle università come MONETA BUONA (mentre come è stato appena spiegato è frutto di una MANIPOLAZIONE DEL LINGUAGGIO) si riesce ad incanalare il PENSIERO su un BINARIO completamente FUORVIANTE perchè coloro che usano queste due parole nella stragrande maggioranza dei casi non hanno mai riflettuto che in NATURA SESSUALITA’ vuol dire(prendiamo qualsiasi manuale di biologia, o di botanica, o di zoologia) INCONTRO di GAMETI FEMMINILI e GAMETI MASCHILI.

Quindi bisognerebbe usare un altra parola per indicare quello che voleva indicare il signore (Karl Maria Kertbeny) che ha inventato questo aspetto della NEOLINGUA. Mentre viceversa mettere SEMANTICAMENTE(e quindi in maniera implicita anche concettualmente) il CONCETTO OPPOSTO definendolo ETEROSESSUALITA’ è un ALTRO INGANNO perchè in REALTA’ la SESSUALITA’ è tra ELEMENTI COMPLEMENTARI (nè UGUALI nè DIVERSI ma COMPLEMENTARI).

Quindi il cosiddetto AMORE ETEROSESSUALE non è una cosa che è SPECULARE al RAPPORTO OMOSESSUALE perchè stando al significato delle parole ETERO= DIVERSO implica che MASCHILE/FEMMINILE sono DIVERSI mentre la GIUSTA DEFINIZIONE (non solo a livello biologico, ma soprattutto a livello affettivo, sentimentale, spirituale) è che sono COMPLEMENTARI (DIVERSI in quanto COMPLEMENTARI e non DIVERSI in quanto IMPOSSIBILITATI a COMUNICARE).

Se si RIFLETTE su questo ci si rende conto che queste due PAROLE (eterosessualità e omosessualità) sono di per sé FUORVIANTI perchè danno l’impressione che esistano questi due (chiamiamoli orientamenti) che stanno CONCETTUALMENTE e IDEALMENTE sul MEDESIMO LIVELLO mentre la REALTA’ è che IN NATURA esiste l’ATTRAZIONE del MASCHILE per il FEMMINILE e il FEMMINILE per il MASCHILE ed è un ATTRAZIONE FECONDA perchè da essa NASCE la FAMIGLIA, da essa VENGONO i BAMBINI(piaccia o non piaccia a questi signori i BAMBINI nascono in questo modo).

Quindi ACCETTARE di SERVIRSI di PAROLE INGANNEVOLI, di PAROLE TRUFFALDINE significa mettersi su un BINARIO DI PENSIERO che ci porta FUORI dalla NOSTRA LOGICA DESTINAZIONE, cioè avere una PROSPETTIVA STORPIATA, una PROSPETTIVA FALSATA del REALE il che è perfettamente in linea con le concezioni generali di questi signori (di cui questo intellettuale ungherese è uno dei tanti zelanti strumenti, di solito anche inconsapevoli).Perchè coloro che MANIPOLANO questi NUOVI ORIENTAMENTI (non solo sessuali, ma anche culturali, ideologici) stanno nell’ OMBRA e si SERVONO della EMOTIVITA’, della PASSIONALITA’, dell’ ENTUSIASMO[…]”

Prosegue aggiungendo Antonio Bianco:

“Purtroppo (noi) questo termine (OMOSESSUALITA’) o (ORIENTAMENTO OMOSESSUALE) lo troviamo anche nel NUOVO CATECHISMO. Questo è un grandissimo pericolo, una grandissima Pecca perchè (come diceva Francesco Lamendola) CONDIZIONA la MENTE delle PERSONE “io sono ETEROSESSUALE e non ho niente contro gli altri ORIENTAMENTI…” IL PROBLEMA è che NON ESISTONO gli ALTRI ORIENTAMENTI perchè il SESSO è ORIENTATO DI NATURA(tutto ciò che si muove al di fuori dell’ ORDINE di NATURA è DISORDINE). Quindi anche dire “io sono ETEROSESSUALE” è CEDERE comunque all’ INGANNO, all’ INGANNO IDEOLOGICO…Noi come CATTOLICI che basiamo (o dovremmo basare) la nostra vita sull’ EVIDENZA(sull’ EVIDENZA NATURALE) non dobbiamo cadere in questi INGANNI ma farci promotori per liberare anche altre persone che (inconsapevolmente) sono CADUTE in questa TIPOLOGIA di INGANNO” (da“La neolingua come evoluzione di Babilonia.” Con Francesco Lamendola e Antonio Bianco.(video)


Esempio di manipolazione del linguaggio (il termine OMOFOBIA)

Antonio Bianco porta un altro esempio:

“Vediamo quest’altra PAROLA (più recente e si trova ovunque):
OMOFOBIA: neologismo coniato nel 1971 dallo psicologo clinico e attivista LGBT George Weinberg.
Deriva dal greco [homos] (stesso, medesimo) e [fobos](paura).
Per chi ama la LOGICA (dice Antonio Bianco) è veramente una CONTRADDIZIONE in termini ENORME, perchè IO non potrò MAI AVERE PAURA di un MIO SIMILE(al massimo potrei avere paura di un qualcosa che è DIVERSO che mi è AVVERSO ma non di un MIO SIMILE). Anche qua dentro si NASCONDE un INGANNO IDEOLOGICO TERRIBILE(OMOFOBIA è legato certamente al neologismo precedente quello dell’ OMOSESSUALITA’). Loro probabilmente come OMO intendono OMOSESSUALE ma le parole sono formate da (stesso, medesimo) e [fobos](paura)”

Il commento a ciò di Francesco Lamendola:
“L’accelerazione che ha avuto l’AGENDA GLOBALISTA è tale per cui sono riusciti nei fatti a CREARE PAURA addirittura del PROPRIO FIGLIO, del PROPRIO NONNO, del PROPRIO FRATELLO, della PROPRIA MOGLIE, del PROPRIO MARITO (Francesco Lamendola allude alla situazione della PANDEMIA da COVID).

Quindi il terreno per arrivare a questo è stato PREPARATO anche con questi STRATAGEMMI di tipo LINGUISTICO(e con molte altre cose, soprattutto attraverso il cinema, la televisione…fondamentale però il LINGUAGGIO).

Quanto al fatto che per esempio nel LINGUAGGIO UFFICIALE e UFFICIOSO della CHIESA siano entrate tranquillamente le PAROLE della NEOLINGUA questo è la CONFERMA che QUELLE FORZE MALVAGIE, SATANICHE sono entrate nella CHIESA. Quindi (da una parte) c’è stata (da parte di molti CATTOLICI)l’ACCETTAZIONE INGENUA di NUOVE PAROLE che hanno anche la patina di (si può dire) trendy e quasi quasi conferiscono un alone di raffinatezza linguistica perchè essendo PAROLE RECENTISSIME danno l’IMPRESSIONE che le PAROLE che si USAVANO PRIMA siano un qualcosa di ARCAICO.Dall’ altro attesta anche il fatto che ai livelli più alti questa INFILTRAZIONE c’è stata, è stata perfettamente consapevole, è stata strategica.

Quindi quando si tratta di DOCUMENTI non solo CATECHISMO ma anche “MAGISTERIALI” (tra virgolette perchè a quel punto sorge legittimamente il dubbio se sono AUTENTICO MAGISTERO e non possono esserlo se sono in CONTRASTO col MAGISTERO IMMUTABILE DELLA CHIESA. E il MAGISTERO non è una cosa che si cambia secondo gli UMORI del TEMPO, del LUOGO, è un qualcosa di VERITIERO in senso DEFINITIVO).

Quindi bisogna RADDOPPIARE l’ATTENZIONE perchè anche là dove uno CREDE di ESSERE PROTETTO. Una volta si parlava addirittura di BUONA STAMPA nel MONDO CATTOLICO…Adesso VA BENE TUTTO…e nelle LIBRERIE CATTOLICHE (Paoline) si TROVA DI TUTTO…E addirittura nei SEMINARI si STUDIANO soprattutto AUTORI che NON C’ENTRANO NULLA con la CULTURA CATTOLICA”(da“La neolingua come evoluzione di Babilonia.” Con Francesco Lamendola e Antonio Bianco.(video)

[anche questo articolo di Leonardo Lugaresi potrebbe fungere d’appendice a quanto detto poc’anzi da Francesco Lamendola:Paolo impartisce ai “suoi” le direttive su come comportarsi nel governo della Chiesa, ora che lui non ci sarà più […]"Non mi sono sottratto al dovere di annunciarvi tutta la volontà di Dio"[…] annunciare il progetto di Dio sul mondo e sull’uomo, e non qualcos’altro (non qualcosa che sia “farina del nostro sacco”, che poi vuol dire farina del sacco del mondo); e tutto il progetto, non solo una parte, ad esempio quella che a noi pare più accettabile o più gradita a chi ci ascolta[…] Che devono fare gli episkopoi? La risposta di Paolo è netta: COMPORTARSI COME LUI, STARE CON GLI OCCHI BENE APERTI – (questo vuol dire il bel verbo gregoreuo, “stare sveglio, stare all’erta”, da cui deriva il cristianissimo nome di Gregorio …”]

<<[…] Paolo rivendica di avere adempiuto alla propria, e in questo modo addita implicitamente, ma chiaramente, quella che invece spetta ai suoi successori. «Per questo dichiaro [prendendo] voi come testimoni (μαρτύρομαι ὑμῖν) in data odierna che io sono puro del sangue di tutti: non mi sono infatti sottratto [al compito di] annunciare a voi l’intero progetto di Dio (πᾶσαν τὴν βουλὴν τοῦ θεοῦ)» (20, 26-27). Essere puro del sangue di qualcuno è un’espressione biblica che significa non essere responsabile della sua morte; morte spirituale, in questo caso. Ora, che cosa toglie al cristiano la responsabilità per il peccato e l’impenitenza altrui? L’aver annunciato a tutti «TUTTA LA VOLONTA’ DI DIO», dove l’accento va messo equamente sul sostantivo e sull’aggettivo: annunciare il progetto di Dio sul mondo e sull’uomo, E NON QUALCOS’ALTRO (non qualcosa che sia “FARINA DEL NOSTRO SACCO”, CHE POI VUOL DIRE FARINA DEL SACCO DEL MONDO); e TUTTO IL PROGETTO, NON SOLO UNA PARTE, AD ESEMPIO QUELLA CHE A NOI PARE PIU’ ACCETTABILE O PIU’ GRADITA A CHI CI ASCOLTA.

[…]ma non si deve mai dimenticare un dato fondamentale: il cristianesimo non è esoterico. Non si può comunicare solo in parte, non vi sono gradi o livelli diversi di iniziazione alla verità, che, dal momento in cui la Chiesa ha ricevuto il dono dello Spirito Santo, è sempre e per tutti «la verità tutta intera» (Gv 16, 13).

[…] «Badate a voi stessi (προσέχετε ἑαυτοῖς) e a tutto il gregge nel quale lo Spirito Santi vi ha posti come guardiani (ἐπισκόπους) a fare da pastori della Chiesa di Dio (ποιμαίνειν τὴν ἐκκλησίαν τοῦ θεοῦ), che [Egli] si è acquistata col suo proprio sangue (διὰ τοῦ αἵματος τοῦ ἰδιου)» (20, 28). A ciascuno il suo: dopo aver rivendicato puntigliosamente di aver fatto il proprio dovere (cfr. 20, 18-25), Paolo addita agli anziani della chiesa di Efeso il compito che spetta loro come episkopoi[…]

[…]La sostanza però è che sin dall’inizio le comunità cristiane sono caratterizzate, come elemento strutturale, dalla presenza di una funzione autorevole, esercitata dai membri più maturi nella fede (e perciò detti presbyteroi, cioè “anziani”) incaricati di “sorvegliare / custodire” (a questa idea rimanda il termine epi-skopos) i confratelli. La Chiesa ha dunque dei “capi”, ma non dei padroni, non dei proprietari: gli anziani-vescovi a cui Paolo si rivolge sono addetti alla «Chiesa di Dio». Questa tipica espressione paolina, qui significativamente ripresa da Luca (il Paolo di Atti mai come in questo discorso parla la stessa lingua del Paolo delle Lettere), dobbiamo intenderla nel suo valore pregnante: la Chiesa, cioè l’assemblea dei convocati (questo vuol dire ekklesìa), è di Dio, e di nessun altro: la sorveglino dunque, la custodiscano e la governino i pastori, ma non s’azzardino a voler fare da padroni della fede di nessuno (cfr 2 Cor 1, 24), perché il gregge è di Cristo, che se l’è comprato a caro prezzo. (Si noti per inciso la densità semantica della frase che concentra in una sola le due affermazioni: “la Chiesa è di Dio” e “Gesù Cristo l’ha acquistata col suo sangue”. Cristo è Dio. La fede che dovrà essere svolta, spiegata e approfondita a Nicea e poi per tutto il IV secolo, in nuce c’è già tutta).

[…] «Io so che dopo la mia dipartita entreranno tra voi (ἐις ὑμᾶς) dei lupi terribili, che non risparmieranno il gregge, e che di mezzo a voi stessi (ἐξ ὑμῶν ἀυτῶν) sorgeranno degli uomini a dire cose distorte (διεστραμμένα) per attirare i discepoli dietro di loro. Perciò vigilate (γρηγορεῖτε), ricordando che per tre anni, notte e giorno, non ho cessato, tra le lacrime, di mettere in guardia (νουθετῶν) ciascuno di voi» (20, 29-30). Forse i miei meno che venticinque lettori diranno: “profetico! Ecco esattamente la situazione della Chiesa di oggi!”. Nel caso, mi sentirei di correggerli: ecco la Chiesa di sempre. La denuncia delle incursioni dei lupi rapaci – che qui è la probabile espressione di un disagio vissuto già nel cristianesimo degli anni ottanta del primo secolo – diventerà un topos sempreverde della pubblicistica ecclesiastica, e lo stesso si può dire dei “cattivi maestri”. Con ragione: gli uni dall’esterno e gli altri dall’interno in tutti i secoli hanno afflitto e messo alla prova il cammino della Chiesa. Studiare la cui storia, perciò, serve tra le altre cose anche a diventare al tempo stesso più consapevoli e meno angosciati dalla penosa situazione in cui essa versa attualmente. Aggiungo solo una nota circa i cattivi maestri, che oggi sono forse più pericolosi dei lupi rapaci. Paolo li caratterizza con due tratti: insegnano dottrine “distorte” (diestrammena è participio di diastrefo, e significa appunto, “pervertito, distorto”), e bramano strappare discepoli per legarli a sé. Sono indicazioni preziose anche oggi per noi: se l’errore è, come diceva Chesterton, una verità impazzita, nel cristianesimo l’eresia si pone sempre come una “torsione”, una forzatura, una riduzione o un fraintendimento della “Verità tutta intera”. I cattivi maestri si riconoscono anzitutto perché insegnano un cristianesimo “torto”, cioè RATTRAPPITO, PIEGATO, GONFIATO o MUTILATO, CHE PERO’ CONSERVA SEMPRE UNA TRACCIA DELLA BELLEZZA ORIGINARIA, MAGARI ADDIRITTURA RESA IN SE’ PIU’ VISTOSA PROPRIO IN QUANTO SEPARATA DAL RESTO E ASSOLUTIZZATA. SE COSI’ NON FOSSE, NON AVREBBERO ALCUN FASCINO E NON SAREBBERO PERICOLOSI PERCHE’ NON ATTIREREBBERO NESSUNO. Il secondo tratto distintivo è l’AUTOREFERENZIALITA’: chiamano a sé, in ultima analisi (e nel far questo diventano pericolosi anche se non dicono cose formalmente sbagliate).

Che devono fare gli episkopoi? La risposta di Paolo è netta: COMPORTARSI COME LUI, STARE CON GLI OCCHI BENE APERTI – (questo vuol dire il bel verbo gregoreuo, “stare sveglio, stare all’erta”, da cui deriva il cristianissimo nome di Gregorio: nome da papi, fra l’altro, che nessuno porta più da quasi due secoli …)[…]
(da <<A nessuno è lecito proporre un “cristianesimo ridotto”>> di Leonardo Lugaresi il blog di Sabino Paciolla)>>

Continua Francesco Lamendola:


“ Tornando al PROBLEMA del LINGUAGGIO è chiaro che siamo in presenza di una MANOVRA dalla quale CI DOBBIAMO DIFENDERE perchè servirsi di PAROLE che sono INTRINSECAMENTE ERRONEE ma che PROPAGANO un IDEA che porta a TRAVISARE non solo il GIUDIZIO MORALE ma la stessa DOTTRINA CATTOLICA, questo è qualcosa di VERAMENTE SATANICO.

Quindi se da qualche tempo in quà vediamo che negli stessi DOCUMENTI UFFICIALI della CHIESA circolano PAROLE INGANNEVOLI (l’esempio di Francesco Lamendola è relativa alla parola FRATELLANZA “come è bella la FRATELLANZA UMANA”…se non che il CONTESTO in cui è ADOPERATA…Se questa PAROLA viene USATA in senso MASSONICO, che ha che fare con l’ILLUMINISMO, la RIVOLUZIONE FRANCESE, i DIRITTI dell’ UOMO e del CITTADINO NON è il VERO CONCETTO di FRATELLANZA CRISTIANA). Quando noi ci SERVIAMO di QUESTE PAROLE e in qualche caso anche a COMPIERE DEI GESTI (l’esempio di Francesco Lamendola è relativo al famoso gesto della STRETTA di MANO che sembra qualcosa di VERAMENTE MASSONICO.Un altro è quando si recita la PREGHIERA durante la SANTA MESSA APRENDO LE MANI con i DUE AVAMBRACCI APERTI.E’ una tipica POSTURA che appartiene, CON TUTTO IL RISPETTO ad un ALTRA FEDE, la FEDE ISLAMICA).

Quindi ATTENZIONE a PAROLE, GESTI. Quando entrano nella NOSTRA ABITUDINARIETA’ inevitabilmente ci portano a ORIENTARE i NOSTRI PENSIERI, i NOSTRI SENTIMENTI in QUELLA DIREZIONE… Senza RENDERCENE CONTO, SENZA CONSAPEVOLEZZA NOI STIAMO GIA’ FACENDO quello che il NEMICO VUOLE CHE NOI FACCIAMO. E cioè COMINCIAMO a PENSARE non come DIO HA INSEGNATO attraverso il MAGISTERO INFALLIBILE ma come ALTRE FONTI di ISPIRAZIONE(tutt’altro che CRISTIANE, tutt’altro che DIVINE) VOGLIONO che NOI FACCIAMO” (da“La neolingua come evoluzione di Babilonia.” Con Francesco Lamendola e Antonio Bianco.(video)


Intervento di Antonio Bianco (la VERA OMOFOBIA=PAURA del SIMILE è L’ABORTO e la neolingua per definirlo ha coniato il termine INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIDANZA):

“ Il PECCATO PIU’ GRAVE (o uno dei PECCATI PIU’ GRAVI) che si possa COMMETTERE nei confronti di un ALTRA CREATURA è il PECCATO dell’ ABORTO.
La PAURA del SIMILE(quindi l’OMOFOBIA) potrebbe essere PROPRIO QUESTA. Quando vi parlano di OMOFOBIA (continua Antonio Bianco) ditegli che la VERA OMOFOBIA è la PAURA del SIMILE e non c’è contesto più CHIARO della MADRE che non è in grado neanche più di RICONOSCERE il PROPRIO FIGLIO CONCEPITO all’ INTERNO del SUO GREMBO.

Non lo RICONOSCE come SUO SIMILE e la porta ad averne una PAURA TALMENTE GRANDE che per COMMISSIONE lo fa UCCIDERE.
Un altra TECNICA della NEOLINGUA(sempre tornando all’ ABORTO) è che questo NON VIENE più DEFINITO con QUESTA PAROLA ma come INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIDANZA. E’ un po come se IO volessi SDOGANARE l’OMICIDIO(l’ OMICIDIO VOLONTARIO) dicessi “non chiamatelo più OMICIDIO ma INTERRUZIONE VOLONTARIA DELLA VITA ALTRUI, di un altro ESSERE UMANO.

Le persone (prosegue Antonio Bianco) CADONO in QUESTO INGANNO, in QUESTE TECNICHE di MANIPOLAZIONE DEL PENSIERO perchè
un conto è dire:
“Ma stai andando ad ABORTIRE?”
E un conto è dire:
“Ma stai facendo un INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIDANZA?”
Di fatto ACCADE LA STESSA COSA ma la PERCEZIONE è COMPLETAMENTE DIVERSA”

Il commento a ciò di Francesco Lamendola:
“ Concordo al 100% su quanto hai detto (inizia il suo commento Francesco Lamendola riferendosi a ciò appena detto da Antonio Bianco).Anzi su questo mi sembra non ci sia nulla da aggiungere se non che appunto NOI DOBBIAMO STARE MOLTO ATTENTI a NON CADERE IN QUESTA TRAPPOLA perchè è qualcosa che ci RUBA VIA l’ANIMA, ci RUBA VIA il SENSO MORALE.
La NEOLINGUA, il newspeach di George Orwell (descritto nel romanzo 1984) porta proprio a questo. La FOLLA INDOTTRINATA si RIUNISCE nelle ADUNATE VOLUTE dal PARTITO e GRIDA “il BENE è MALE, il MALE è BENE, il VERO è FALSO, il FALSO è VERO”. Questo è il CAPOVOLGIMENTO TOTALE dei VALORI ed è questo a cui ci PORTA la NEOLINGUA.
Se si CHIAMA IVG(INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIDANZA) l’ ABORTO, il PASSO SUCCESSIVO è VEDERLO da una cosa NEUTRA ( comunque la SOLUZIONE di un PROBLEMA) ad una cosa BUONA. Perchè quando IO sono SOLLEVATO da un QUALCHE COSA che NON DESIDERO AFFRONTARE, GESTIRE, quello in un OTTICA PRAGMATICA e UTILITARIA ( e il PRAGMATISMO, l’UTILITARISMO nonché RELATIVISMO sono le GRANDI PIAGHE del PENSIERO CONTEMPORANEO) è un BENE.
Perciò STIAMO ATTENTI perchè questo CHIAMARE il MALE (BENE) e il BENE(MALE) è VERAMENTE l’ ESSENZA del SATANICO.
Il SATANICO NON E’ BUTTARCI ADDOSSO il MALE TOUT COURT perchè NOI allora lo VEDREMMO(una PERSONA DAVANTI al MALE PURO lo VEDE e INORRIDISCE).
Invece quando c’è una MESCOLANZA di MALE e di BENE, di FALSO e di VERO ecco che FACILMENTE si CADE nell’ INGANNO…”(da“La neolingua come evoluzione di Babilonia.” Con Francesco Lamendola e Antonio Bianco.(video)<<[…]San Tommaso D’Aquino insegna che certi VIZI si oppongono alle VIRTU’ in modo NETTO mentre altri per SOMIGLIANZA e sono proprio questi i più difficili da individuare…Così anche GNOSI e FEDE si oppongono non in modo NETTO ma per SOMIGLIANZA, c’è quindi una specie di contaminazione ed è difficile individuare la matrice gnostica.[…]

[…]CHESTERTON ci dice: “la menzogna non è mai tanto falsa come quando si avvicina molto alla verità. È quando la pugnalata sfiora il nervo delle verità che la coscienza cristiana urla di dolore”…il bicchiere di buon vino nel quale è contenuta una sola goccia di veleno rende vana tutta la verità contenuta in quel bicchiere[…]
(da “COME IL PENSIERO HA ROVESCIATO L'ORDINE CRISTIANO” con Andrea Giacobazzi, Gaetano Masciullo, Flavio Pisaniello “LA “VERITÀ” AL 90%. CUI PRODEST?” con Giovanni turco, Massimo Viglione,Antonio Bianco)>>

La NEOLINGUA fa anche un altro lavoro, non utilizza più certi termini

Interviene Antonio Bianco:

E poi la NEOLINGUA fa anche un ALTRO LAVORO, quello di NON UTILIZZARE PIU’ CERTI TERMINI e questo CAMBIANDO(ancora una volta) la PERCEZIONE DELLA REALTA’. Mi viene in mente(dice Antonio Bianco) un TERMINE che è stato COMPLETAMENTE ABBANDONATO e che ritiro fuori per far COMPRENDERE alle PERSONE quanto è PERICOLOSO lo stato magari in cui VIVONO di PECCATO (o comunque di una SITUAZIONE certamente IRREGOLARE). Pensiamo ad esempio la fine che ha fatto la PAROLA CONCUBINO o CONCUBINATO. Oramai non si UTILIZZA PIU’. Quando c’è una SITUAZIONE IRREGOLARE dove due PERSONE magari già con un MATRIMONIO VALIDO alle spalle (per MOTIVI che naturalmente NON GIUDICHIAMO NOI ASSOLUTAMENTE però che abbiamo IL DOVERE da CATTOLICI che HANNO CURA SOPRATTUTTO DELLA SALVEZZA DELLE ANIME…).

Un conto è dire:
“Io stò con la mia compagna”
E un conto è dire:
“Io stò con la mia concubina”

Perchè “stare con la mia compagna” DIVENTA una NORMALIZZAZIONE del PECCATO (che vuol dire che il PECCATO NON ESISTE PIU’).
Utilizzare invece il termine proprio che è CONCUBINO vuol dire PRENDERE COSCIENZA che SI VIVE una SITUAZIONE come MARITO e MOGLIE, ma che in REALTA’ non lo SONO”

Il commento a ciò di Francesco Lamendola:
“Temo che la REALTA’ sia andata MOLTO OLTRE e MOLTO PEGGIO(risponde Francesco Lamendola) di quello che tu hai appena detto. Cioè tra le PAROLE che sono PRATICAMENTE SCOMPARSE e non solo nella società (chiamiamola LAICA, PROFANA) ma nella stessa CULTURA CATTOLICA (nella stessa REALTA’ dei CATTOLICI e della CHIESA CATTOLICA) e su cui si REGGEVA la CONCEZIONE del MONDO e la MORALE CATTOLICA

Esempio: di PECCATO chi PARLA PIU’? Di PUDORE chi è che PARLA PIU’? Di VERGINITA’, di PUREZZA chi è che PARLA PIU’?
Ma non PARLANO PIU’ nemmeno di GESU’ CRISTO.
PARLIAMOCI CHIARO!!! La DERIVA è arrivata ad un PUNTO TALE che oramai (perchè uno viene chiamato DIVISIVO) non bisogna parlare più di GESU[…]
Se uno si AUTOCENSURA nell’ USARE delle PAROLE che sono proprie della SUA FEDE, della SUA CULTURA (in primo luogo) evidentemente è GIA’ PRONTO è GIA’ alla MERCE’ di qualunque FORZA che lo voglia SOTTOMETTERE, è GIA’ SOTTOMESSO. (In secondo luogo) questa continua AUTOCENSURA CREA un CORTOCIRCUITO proprio a LIVELLO CONCETTUALE. La NOSTRA MAPPA del REALE EVAPORA e diventa sempre più NEBULOSA, ELUSIVA ed a un certo punto NON RISPONDE PIU’ alla REALTA’ STESSA per cui NOI ci troviamo a VIVERE in un MONDO NON PIU’ di COSE(UNA MELA E’ UNA MELA diceva sacrosantamente San Tommaso D’Aquino all’ inizio delle sue lezioni, chi non è d’accordo può uscire).

Ci troviamo IMMERSI in un MONDO di PAROLE (che poi non sono PAROLE VERE, sono PAROLE CREATE APPOSITAMENTE per DEFORMARE la REALTA’).
Quindi è un MONDO di MENZOGNE, un MONDO di ILLUSIONI, è un MONDO di FARNETICAZIONI, è un MONDO ALLUCINATO/ALLUCINANTE e quindi non è un caso che un BEL FILONE della LETTERATURA MODERNA (per esempio da Kafka…potremmo fare decine di nomi…).
Questo NON E’ CASUALE. Qui’ si può vedere la CHIAVE di LETTURA del PENSIERO CABALISTICO(GNOSTICO/CABALISTICO).
La TRASFORMAZIONE del BENE in MALE e del MALE in BENE. Questo PRETESO SUPERAMENTO(diceva Hegel che aveva in bocca sempre questa parola farloccaSUPERAMENTO”. Lui a chiacchiere SUPERAVA TUTTO, un po meno nella realtà della vita “diceva giustamente Kierkegaard “) del BENE e del MALE, perchè il BENE e il MALE sono CONCETTI…La LUCE e il BUIO sono CONCETTI LIMITATI, PARZIALI, INDEFINITIVI, ILLUSORI. La REALTA’ è il TUTTO INDIFFERENZIATO, quindi DIO è SIA il BENE che il MALE e quindi NOI DOBBIAMO PROIETTARCI OLTRE il BENE e il MALE (sono CATEGORIE VECCHIE). QUESTA è LA GNOSI. QUESTA è la CABALA.[…]” (da“La neolingua come evoluzione di Babilonia.” Con Francesco Lamendola e Antonio Bianco.(video)

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si, passerete la vita anche voi a cercare ancora la verita